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NEWS AGOSTO 2006 |

E' questo il titolo del libro di 136 pagine, presentato alla stampa il 4 agosto scorso a Venezia (giorno in cui si sarebbe dovuto tenere il primo dei due concerti di Gilmour, poi rinviati), attraverso cui Tommaso Gastaldi ripercorre i giorni del memorabile concerto dei Pink Floyd a San Marco. La prima sezione ripropone articoli della stampa locale, la seconda è dedicata alle interviste, la terza alle memorie dell'autore. Edito da Free Media Milano, viene venduto a Euro 25.

Vernon Fitch e Richard Mahon hanno completato la loro ultima fatica, un libro dal titolo "Comfortably Numb - A History of The Wall - Pink Floyd 1978-1981", riccamente illustrato (oltre 400 le foto), stampato su carta di qualità, che grazie anche al coinvolgimento di tante persone dell'entourage Pink Floyd (Gilmour, Waters, Mason, Phil Taylor, Bob Ezrin, Mark Fisher, James Guthrie, ecc...) si propone come la definitiva opera dedicata a The Wall, dai demo di Waters fino alle maestose rappresentazioni dal vivo. Frutto di una ricerca durata circa dieci anni, l'edizione è limitata a 5000 copie numerate e autografate dall'autore il quale ha deciso di creare una propria casa editrice, la PFA Publishing, che vende il volume su internet in esclusiva dal mese di luglio. Il prezzo è di US$ 39.95 + spese di spedizione, per ordinare il libro potete visitare il sito www.PFApublishing.com
Pubblicate le riedizioni su compact disc dei primi due album solisti di Gilmour, in vendita al conveniente prezzo di Euro 10,90 l'uno.
"David Gilmour" (cod. 0946 3 70843 2 8) si presenta con il jewel case trasparente, all'interno un cd picture e un booklet di 8 pagine (senza i testi delle canzoni, ma solo con foto, crediti e reissue credits); minutaggio totale 48' 46".
"About Face" (cod. 0946 3 70842 2 9) è sempre in jewel case trasparente, con cd picture e un booklet di 12 pagine contenente i testi delle canzoni, le foto, i crediti e i reissue credits; minutaggio totale 45' 55"
Prezzo Euro 10,90.
Su "Rolling Stone" di Settembre 2006 (n. 35, in copertina Johnny Depp), tributo a Syd Barrett con 5 pagine nelle quali viene riportata l'ultima intervista concessa da Barrett nel dicembre 1971, e apparsa poi su "Rolling Stone Magazine" il 23 dicembre 1971; testi a cura di Earl Kirsmer, foto di Mick Rock. In vendita in edicola a Euro 2,90.
Su "Mucchio" di Settembre 2006 (n. 626, in edicola a Euro 5,00, www.ilmucchio.it), copertina con foto in bianco e nero di Syd Barrett, e all'interno un servizio di 7 pagine con foto, discografia, influenze musicali e approfondimenti sulla vita del diamante pazzo.

Alla fine David Gilmour ce l’ha fatta, ha battuto quella che sembrava essere la maledizione di Venezia e si è esibito in un bis di applauditissimi concerti in Piazza San Marco. Per un reportage completo ed approfondito vi rimandiamo alla lettura del prossimo numero di Heyou ed intanto vi offriamo alcuni scatti dei concerti veneti. Gilmour e la band sono apparsi al top dell'affiatamento e del divertimento ed hanno proposto il repertorio classico dell’ultimo tour oltre ad alcune chicche quali “On The Turning Away” dedicata all’attività di Emergency, la coloratissima “Astronomy Domine”, la struggente “Dark Globe” del compianto Syd Barrett e la ormai quarantenne “Arnold Layne”, biglietto da visita dei primissimi Pink Floyd. Dopo il cedimento delle strutture del palco avvenuta la settimana scorso e l’inaspettato annullamento e rinvio delle due date, venerdì e sabato scorso tutto è filato liscio, anche se la prima parte del concerto del 12 si è svolta sotto un autentico diluvio. Alla fine è tornata a splendere la luna e il buon Dave si è congedato dal pubblico ormai assiepato sotto il palco con una stratosferica versione di “Comfortably Numb”.
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Per queste foto si ringrazia Stefano Bellavita




"Il palco montato in piazza San Marco rischiava di crollare. Almeno in parte. Per questo motivo, alle 19, al termine di un pomeriggio molto concitato, gli organizzatori hanno deciso di annullare il concerto di David Gilmour. La prima comunicazione arriva con cartelli scritti in pennarello. Alle 20.30 l'annuncio alle migliaia di persone assiepate alle transenne, incredule prima e arrabbiate poi. In italiano e in inglese l'organizzazione ha chiarito che i biglietti sarebbero stati rimborsati, ma non è bastato a zittire i fischi e le contestazioni, soprattutto di chi si era sobbarcato chilometri e chilometri per venire a Venezia, spendendo per il viaggio, per il vitto e l'alloggio. C'è già chi pensa di chiedere i danni. A parziale conforto l'annuncio, che verrà ufficializzato oggi, che il concerto sarà recuperato entro il 20 agosto, ancora con due date, probabilmente già la prossima settimana oppure il 18 e 19. Una scelta dolorosa, quella dell'annullamento del concerto, vista l'attesa per la performance del chitarrista, ma dettata da esigenze di sicurezza.I problemi sono sorti poco dopo le 17 quando ai commercianti della piazza è stato detto di chiudere le rispettive attività. Subito si è temuto il peggio e nell'area marciana ha iniziato a diffondersi un consistente pessimismo. I vigili urbani hanno transennato la zona e poco dopo è arrivato l'ordine di chiudere i negozi sotto l'Ala Napoleonica del museo Correr e le Procuratie Vecchie. Si temeva un crollo improvviso. Tutto è accaduto in pochi istanti.
Il danno viene scoperto quando i tecnici e le forze dell'ordine effettuano il controllo definitivo in vista dell'attesa esibizione del chitarrista inglese. Quando arrivano in fondo alla piazza, dalle parti del campanile di San Marco, gli addetti ai lavori notano infatti che la torre sinistra, quella situata dalla parte della gioielleria Nardi e del Caffè
Florian, è inclinata. Un'ulteriore verifica accerta che il peso della strumentazione (luci e probabilmente anche l'impianto acustico) ha compromesso la zona superiore del palcoscenico, chiamata tecnicamente "greca", e si nota che un tubo dell'impalcatura si è piegato.
Per i tecnici c'è quindi il pericolo concreto del crollo del palcoscenico e per questo scattano le misure di sicurezza. Il museo Correr viene evacuato e viene dato l'ordine di chiudere i negozi della piazza, in particolare quelli delle Procuratie vecchie. Le transenne esterne vengono allargate, comprendendo un'area ben più vasta del previsto, fino quasi a calle
Vallaresso. In questo modo, poco dopo le 17.30, la viabilità pedonale va in tilt. Immediate le ripercussioni. Turisti e veneziani non riescono a raggiungere le rispettive mete (alcuni negozi e hotel, ma anche il bancomat posto vicino all'ufficio postale). Non mancano momenti di tensione e di polemiche visto che alcune transenne sbarrano la strada ai clienti dei negozi rimasti aperti.
Attorno alle 18.30, in piazza San Marco viene inviata una squadra di Vigili del fuoco e contestualmente si tiene un'informale riunione ristretta tra gli organizzatori e le forze dell'ordine che comprende anche l'amministrazione comunale. Alle 19 viene così deciso di rinviare sia il concerto di ieri che quello previsto per questa sera. L'organizzatore del concerto, Fran
Tomasi, annuncia che chiederà danni milionari quando la perizia assicurativa avrà stabilito le responsabilità. Qualcuno parla di "maledizione Pink Floyd", ricordando il concerto del 1989 in Bacino di San Marco. «Quando ho visto l'incidente avrei voluto gettarmi in acqua - commenta Tomasi - Ma alle maledizioni non credo. Al terzo tentativo andrà meglio»"
(Gianpaolo Bonzio)
"Qualcuno parlerà di una maledizione, ma certo che la sfortuna che ha colpito il concerto di David Gilmour in piazza San Marco, che avrebbe dovuto segnare il ritorno del chitarrista dei Pink Floyd nella città che lo aveva visto protagonista con la band al completo dell'evento del 1989 è di quelle che «capitano in un caso su un miliardo», dice Fran
Tomasi, promoter dell'evento.
Niente più concerto nè ieri nè oggi, con decisione presa alle 19, dopo l'ultimo sopralluogo con i vigili del fuoco. Motivo: il cedimento strutturale di uno degli elementi principali del palco, l'architrave, forse difettosa, che doveva reggere l'intera copertura con i fari, e che
all'improvvviso si è piegata di 40 centimetri. Un danno vistoso, che ha reso inagibile l'intera struttura e in posizione tale da impedire una eventuale riparazione in tempo utile. «Fossimo stati in un'altra città si poteva far arrivare una gru e un nuovo sostegno e provare a sostituire il tutto, ma a Venezia è impensabile - spiega Tomasi». L'architrave, progettata per un carico di otto tonnellate, era chiamata a sostenerne poco più di un terzo, ma la sfortuna ha colpito lo stesso.
Così molti dei quattromila (per sera) che avevano pagato da 138 a 56 euro per un posto nel salotto del mondo hanno visto vanificata l'attesa e deluse le speranze di ascoltare finalmente la musica dei Pink Floyd a Venezia comodamente seduti sotto le stelle e non, come 17 anni fa, magari aggrappati a un lampione in mezzo a una massa informe e anche un po' maleodorante o saltellando per problemi insolubili di vescica.
L'appuntamento si ripeterà, questo dicono gli organizzatori, appena possibile, forse entro pochi giorni o comunque entro la fine del mese, se l'assicurazione interverrà a coprire i costi aggiuntivi di un evento che comporta un'esposizione di oltre 200mila euro.. David Gilmour si detto disponibile a qualunque soluzione praticabile per non deludere i fan, ma da conciliare ci sono gli impegni di tutti i musicisti e i tecnici già fissati, e quelli della città. Le ipotesi sono un recupero l'11 e 12 (ma è il weekend di ferragosto), o la settimana successiva, anche se potrebbe essere possibile legare le nuove date a un impegno che Gilmour ha in Polonia il 26. Certo che il nome Pink Floyd e quello di Venezia sembrano avere qualcosa da pagare alla sorte.
Resta della giornata la visibilità che l'evento ha dato a Gino Strada, alla cui organizzazione umanitaria Emergency il doppio evento era dedicato. Strada è un "professionista del pacifismo a senso unico", si lamenta il governatore del Veneto
Galan, augurandosi che la cancellazione dei concerti gli porti meno soldi. «Non sono abituato a discutere col forno a microonde quando sento che fa rumore - replica Strada - e i soldi non vanno in tasca mia ma a curare delle persone». Intanto lui e i suoi medici volontari, continuano a rattoppare i danni sulla pelle di chi è diventato "effetto collaterale" di qualsiasi guerra, anche quelle "per buoni
motivi" (Giò Alajmo)
Ignaro di quanto sarebbe accaduto più tardi in piazza San Marco, David Gilmour ha voluto mettere da parte per una mattina la sua abituale riservatezza, presentandosi di persona a un incontro con la stampa a Ca' Vendramin
Calergi, tranquillo, sorridente, sereno, con la solita T-shirt che è per lui come una divisa, ospite del presidente del Casinò di Venezia,
Pizzigati: «Il concerto di Gilmour è un evento di grande cultura e Gilmour è un mito della cultura e della musica che in questa occasione si sposa anche con la solidarietà, con l'abbinamento dello spettacolo alla causa di Emergency», aveva detto quest'ultimo. Gli fa eco Luana Zanella, assessore alla cultura. Poi Gino Strada, il medico fondatore dell'associazione umanitaria, racconta di aver "strappato" al sindaco Cacciari la promessa di dedicare a Emergency una giornata all'anno a Venezia, magari un grande evento con artisti importanti: «Potrebbe essere l'occasione - ha spiegato Strada - per aggiungere anche convegni o di incontri».
Gilmour comincia smentendo subito le notizie apparse su giornali inglesi di una eventuale reunion dei Pink Floyd al completo per un evento in memoria di Syd
Barrett, il fondatore scomparso di recente: «Non ne so nulla, nessuno ne ha mai parlato - chiarisce - pertanto è tutta un'invenzione. Ma tutti i giorni ci sono persone che avrebbero molto piacere ad organizzare una cosa del genere. La verità è che i miei ricordi di Syd sono molto personali e non sono in vendita per il pubblico».
Ma Barrett ha avuto tutta questa influenza sulla musica come da anni si dice?
«Barrett ha fondato la band, è stato un geniale talento creativo, ma c'è stata troppa enfasi sulla sua importanza, molta sopravvalutazione. Certamente un nostro album,
"Wish you were here" è stato dedicato a lui, ma in generale, dopo la sua uscita nel 1968, la band è andata avanti in una direzione molto differente».
"On an Island" è il suo terzo disco solista. Che differenza c'è fra il fare un disco per se stesso e uno per la band?
«Fare un disco con o senza i Pink Floyd per me non è così importante. In questo disco e in questo tour abbiamo un grande gruppo di grandi musicisti e "On an
island" è forse il miglior disco che abbia mai fatto nella mia vita».
I concerti dei Pink Floyd sembrava che ogni volta dovessero essere sempre più grandi, più spettacolari. È per questo che è "scappato" da quella condizione, preferendo una dimensione più tranquilla?
«Non credo che con i Pink Floyd abbiamo cercato di fare ogni volta di più. Non è mai stata una competizione con noi stessi. Si cercava solo di fare ogni volta il meglio. Certo un concerto dei Pink Floyd suscitava ogni volta grandi attese».
Questo è un ritorno a Venezia dopo 17 anni. Che differenza dall'89 a oggi?
«Sono cambiate molte cose. Intanto abbiamo rifatto amicizia con Roger Waters. È un'era diversa, si è concentrati su cose diverse, in questo caso soprattutto sulla musica».
Cosa ricorda di quella notte famosa?
«Ricordo un grande concerto, per tutto il resto non c'è traduzione. A Venezia sono tornato altre volte come turista ma non avrei mai pensato di tornarci a suonare. Ci sono passato in vacanza e sono anche stato riconosciuto ma è andato tutto bene».
Quanto a idee particolari per i due concerti veneziani, qualche modifica o sorpresa, Gilmour risponde sornione solo: «Aspettate e vedrete», e non nasconde la sua soddisfazione per il fatto che i due concerti veneziani siano legati a
Emergency.
Gino Strada raccoglie il testimone dell'incontro, commentando come la situazione nel mondo sia sempre meno rosea: «Sembra che ancora una volta si scelga la via della guerra», dice il medico che ha attive tre strutture ospedaliere in Afghanistan.
«È stato interessante conoscere David in questa occasione e scambiarci opinioni sul lavoro e su possibili collaborazioni future - dice - perché la musica è un veicolo importante per diffondere valori che hanno a che fare con la solidarietà».
Cosa non si trova sui giornali di quello che accade nelle zone di guerra?
«Li leggo poco. Trovo che siano spesso infarciti di bugie, banalità, ovvietà e tante mistificazioni, non solo in Italia. Non ho mai letto che solo i primi due mesi e mezzo di intervento in Afghanistan hanno fatto più vittime dell'attentato alle torri gemelle di New York, che in totale sono morti diecimila civili, che non mi sembra abbiano meno dignità dei morti al
WTC. C'è una specie di razzismo in questo, come se un morto occidentale abbia un certo valore e uno magari in Congo no. È molto triste».
Di cosa avete bisogno?
«Di soldi per costruire ospedali e medici e infermieri per farli funzionare. E di una riflessione collettiva del pianeta per renderli presto inutili. Viviamo di solidarietà e non di fondi pubblici perché ci rifiutiamo di accettare finanziamenti da governi coinvolti nelle operazioni militari, compreso il nostro. Noi siamo amati dalla popolazione e rispettati dai gruppi armati perché siamo neutrali e curiamo tutti indistintamente. Abbiamo curato due milioni di persone, spostandoci dalla chirurgia di guerra alla medicina normale, compresa pediatria, ostetricia, ginecologia, perché la salute è diritto di tutti. Per questo possiamo girare il paese in auto senza scorta difesi solo dalla bandiera di Emergency mentre i militari armati devono stare attenti».
Che soluzione a questo stato di conflitto?
«Tutti hanno giocato troppo con quel paese. Ora si può solo far andar via le truppe armate e sperare che l'Afghanistan trovi da solo una soluzione al suo interno».
(Giò Alajmo)

I fans in attesa in piazza San Marco (clicca per ingrandire)



Distribuita gratuitamente una brochure di 20 pagine per la promozione dei due concerti, che sarebbero stati destinati a supportare l'associazione Emergency di Gino Strada.
Qualcuno più scaltro sarà riuscito ad ottenere anche una copia del magazine Venezia Musica e Dintorni, che oltre alla copertina dedica all'interno circa una decina di pagine al ritorno a Venezia di David Gilmour.


Per le foto si ringrazia Andrea Venturelli
Prima parte:
Breathe, Time, Breathe (reprise), Castellorizon, On An Island, The Blue, Red Sky At Night, This Heaven, Then I Close My Eyes, Smile, Take A Breath, A Pocketful Of Stones, Where We Start
Seconda
parte:
Shine On You Crazy Diamond, Wearing The Inside Out, Astronomy Domine, Fat Old
Sun, Coming Back To Life, High Hopes, Echoes
Bis:
Wish You Were Here, Comfortably Numb
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